AI e pubblicità: come l’intelligenza artificiale sta riscrivendo il media buying
AI e advertising stanno convergendo: un cambiamento che ridisegna opportunità, rischi e strategie per editori e inserzionisti.
Negli ultimi mesi il mondo della pubblicità online sta attraversando una trasformazione profonda: gli aggiornamenti di Google, dai Core Update agli Spam Update, hanno provocato cali di traffico significativi per molti editori, con conseguenti impatti sulla monetizzazione in Programmatic.
Allo stesso tempo, l’intelligenza artificiale non si limita più ad aggiungere un ulteriore livello alla ricerca, ma sta diventando il nuovo intermediario dell’informazione.
Il lancio delle AI Overviews di Google ne è la prova più evidente: sempre più spesso gli utenti trovano direttamente nella SERP risposte generate dall’AI, senza visitare i siti di origine. Questo nuovo paradigma riduce il traffico organico, abbassa il numero di impression disponibili e diminuisce il valore degli spazi adv tradizionali, spostando l’attenzione dal contenuto alla sintesi prodotta dall’algoritmo.
In questo scenario di cambiamento prende forma una nuova era per il digital advertising: quella della pubblicità guidata dall’intelligenza artificiale.
Un mercato in evoluzione
Per anni il Programmatic Advertising è stato il motore del digital advertising: automatizzazione, aste in tempo reale, targeting comportamentale e ottimizzazione dei formati.
Oggi, però, l’AI non si limita più a supportare la pianificazione pubblicitaria — la sta riscrivendo.
Le grandi piattaforme, da Google a Meta fino alle soluzioni emergenti basate su machine learning e AI generativa, integrano algoritmi capaci di:
interpretare il contesto semantico dei contenuti;
comprendere l’intento dell’utente;
e persino generare creatività personalizzate e dinamiche.
Il risultato? Il media buying diventa più intelligente, predittivo e orientato al contenuto.
Il Programmatic deve reinventarsi?
Sì, e lo sta già facendo.
La sfida è trasferire la logica del Programmatic anche dentro gli ambienti AI-driven, dove l’utente non clicca più ma interagisce con risposte dinamiche e personalizzate.
Le piattaforme stanno già lavorando all’integrazione tra AI e Programmatic. In prospettiva, potremmo assistere a:
nuovi formati “in-query”: annunci nativi integrati nei risultati generati dall’AI, coerenti con il contesto semantico della risposta;
partnership tra piattaforme di AI e SSP / DSP, per consentire l’inserimento di messaggi pubblicitari anche nelle risposte sintetiche;
integrazione dei contenuti sponsorizzati (ad es. Brand Mentions) nel corpus informativo che l’AI utilizza per “allenarsi” e generare risposte.
Gli editori che si muoveranno oggi avranno un vantaggio enorme domani.
ChatGPT apre alla pubblicità
Una delle novità più rilevanti degli ultimi giorni è l’annuncio ufficiale di OpenAI relativo all’introduzione di formati pubblicitari all’interno di ChatGPT nei piani Free e Go. Gli annunci saranno visualizzati separatamente dalle risposte generate dall’intelligenza artificiale e non influenzeranno il contenuto delle risposte stesse.
OpenAI ha inoltre specificato che le conversazioni non saranno condivise con gli inserzionisti, e che gli utenti potranno avere controllo su come vengono utilizzati i propri dati per la personalizzazione degli annunci.
Questa apertura segna l’ingresso formale di uno dei più usati strumenti di AI nel mercato dell’advertising e suggerisce come anche gli ambienti generativi stiano diventando nuovi touchpoint pubblicitari.
Il debutto della pubblicità in un ambiente così diffuso e con un pubblico globale potenziale di centinaia di milioni di utenti indica che persino le piattaforme AI stanno esplorando nuovi modi per finanziare i servizi e creare punti di contatto aggiuntivi tra inserzionisti e utenti.
È un esempio di come la pubblicità stia evolvendo verso formati più integrati e semantici.
Tuttavia, è importante sottolineare che questa evoluzione non sostituisce il ruolo centrale del Programmatic Advertising su siti web editoriali.
Il Programmatic non viene sostituito, ma rafforzato
Gli annunci testati in contesti AI conversazionali rappresentano un ulteriore canale di visibilità che si affianca alle strategie esistenti, ma il Programmatic continua a restare un pilastro fondamentale della monetizzazione digitale.
In questo senso, l'apertura delle piattaforme di AI generativa alla pubblicità non va letta come una minaccia al Programmatic Advertising tradizionale, ma come un’ulteriore conferma della sua centralità.
I siti web restano oggi il principale ambiente in cui si genera valore pubblicitario: traffico, inventory, dati di audience e contesto editoriale continuano a essere elementi fondamentali per brand e inserzionisti.
La direzione del mercato non è l’abbandono del Programmatic, bensì la sua integrazione con nuove forme di visibilità e monetizzazione.
AI come nuovo canale di traffico
Oltre a rappresentare una sfida per il Programmatic, le AI possono diventare una nuova fonte di traffico. Strumenti come ChatGPT, ad esempio, non si limitano a fornire risposte, ma suggeriscono siti e contenuti come spunti di approfondimento.
Essere citati o menzionati in questi contesti diventa quindi un nuovo canale di visibilità e acquisizione utenti, complementare al traffico diretto tradizionale.
👉 Traffico di raccomandazione AI
Non arriva da Google Search, ma dal modello che seleziona e segnala fonti autorevoli.
Per ottenerlo, occorre essere qualitativamente rilevanti.
Perché gli editori devono prepararsi ora (e perché è essenziale avere al fianco un partner come eADV)
Di fronte a un cambiamento così rapido, non basta reagire: serve anticipare.
Gli editori che intendono restare competitivi dovranno comprendere come adattare i propri modelli di business a un ecosistema in cui il traffico diretto sarà solo una delle tante fonti di valore.
In questo nuovo scenario, avere alle spalle una realtà solida, specializzata e tecnologicamente aggiornata come eADV diventa un vantaggio strategico.
Una concessionaria in grado di:
interpretare in anticipo le evoluzioni del mercato e le dinamiche delle piattaforme AI;
individuare i migliori canali di monetizzazione, anche al di fuori del tradizionale Programmatic;
integrare strategie di Article Marketing, Brand Mentions, Link Insertion e nuove soluzioni pubblicitarie sostenibili;
e guidare gli editori verso modelli ibridi che uniscano dati, contenuti e innovazione tecnologica.
In un contesto in cui gli algoritmi “leggono” il web per costruire risposte, la visibilità non si misura più solo in clic, ma in presenza e autorevolezza.
In questo percorso si inserisce anche Webmaster360, piattaforma editoriale all-in-one di TAGMOOD S.R.L. (partner tecnologico di eADV), pensata per supportare i publisher di eADV nell’ottimizzazione dei contenuti, nella gestione del traffico e nella creazione di asset editoriali realmente competitivi.
Uno strumento che aiuta gli editori a migliorare qualità, struttura e affidabilità dei contenuti, elementi sempre più cruciali in un mondo in cui gli algoritmi AI scrivono nuove regole.
Quando visibilità e autorevolezza non dipendono più solo dal traffico, ma dalla capacità di essere rilevanti semanticamente, soluzioni come Webmaster360 diventano parte integrante del vantaggio competitivo.
Ed è proprio qui che entra in gioco l’esperienza di eADV: aiutare gli editori a trasformare il cambiamento in opportunità, con strategie misurabili e un approccio orientato al lungo termine.
Dalla pubblicità alla presenza: il ruolo delle Brand Mentions
Uno dei trend più interessanti del momento è quello delle Brand Mentions, un’evoluzione dell’Article Marketing classico.
Si tratta di menzioni testuali di un brand o prodotto all’interno di articoli nuovi o già pubblicati, senza link diretti o promozioni esplicite.
Questa strategia sta prendendo piede perché:
l’AI di Google e dei chatbot generativi (come ChatGPT o Gemini) riconosce e valorizza le menzioni come segnali di autorevolezza e fiducia;
le menzioni vengono “lette” e utilizzate per arricchire le risposte generative;
il loro costo è mediamente inferiore del 30–40% rispetto alle pubblicazioni tradizionali.
💡 Insight:
In un contesto dove le visite dirette diminuiscono, essere menzionati è più importante che essere cliccati.
Il ruolo di eADV: evoluzione, non sostituzione
In eADV, la pubblicità in Programmatic resta il core business, ma l’evoluzione del mercato richiede una visione più ampia.
Per questo stiamo diversificando la nostra offerta:
integrando soluzioni di Article Marketing, Brand Mentioning e Link Insertion;
sviluppando collaborazioni personalizzate con brand e publisher;
e monitorando con attenzione le opportunità pubblicitarie legate all’AI, per garantire ai nostri clienti strategie sostenibili e multicanale.
Il nostro obiettivo è semplice: aiutare gli editori a valorizzare ogni forma di visibilità, anche quando cambia il modo di cercare e consumare informazioni.
💡Insight di sintesi
🔹 Il traffico cala, ma la visibilità può crescere.
🔹 L’AI usa i contenuti editoriali come dati di addestramento.
🔹 Le Brand Mentions diventano un asset strategico per i brand.
🔹 Il Programmatic non sparisce: si estende dentro le piattaforme AI.
🔹 Concessionarie come eADV sono essenziali per guidare questa transizione.
L’AI non sostituisce, ma trasforma
L’intelligenza artificiale non segna la fine del Programmatic, ma l’inizio di una nuova fase.
Una fase in cui la pubblicità non è più solo vista, ma interpretata dagli algoritmi che costruiscono la realtà informativa dell’utente.
La visibilità non passa più solo dai clic, ma dalla capacità di essere rilevanti nel corpus dell’AI.
Chi saprà adattarsi oggi, unendo dati, creatività e contenuti di valore, sarà protagonista del nuovo ecosistema dell’AI Advertising.
E in questa transizione, concessionarie come eADV hanno il compito di guidare il cambiamento, accompagnando editori e brand verso la prossima evoluzione del media buying.